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Utilizzando il sole disperso dai pannelli si recupera il 30% di efficienza

Un team di ricercatori americani ( del Michigan Technological University della Queen’s University) in Canada, ha trovato un modo per aumentare la quantità di luce riflessa sui pannelli e aumentare fino al 30% in più la produzione di energia. Il ‘trucco’, che poi tanto trucco non è  spiegano gli scienziati in uno studio pubblicato sul Journal of Photovoltaics, è riuscire a recuperare la luce “dispersa” nello spazio tra i singoli pannelli. Gli impianti fotovoltaici, infatti vengono montati distanziati tra loro per evitare ombreggiature; in questo modo, però, quando il sole batte sull’impianto, una buona percentuale di energia potenziale viene persa, perché la luce finisce nell’area tra le fila di moduli fotovoltaici. La soluzione infatti consisterebbe nel mettere del materiale riflettente in questo spazio in modo tale da riflettere la luce solare dispersa. I riflettori ad oggi sono poco usati perchè gli sbalzi di temperatura e l’illuminazione non uniforme prodotta sui pannelli, annullano la garanzia. dei singoli moduli fotovoltaici.

Gli scienziati assicurano però di aver trovato un modo per prevedere gli effetti del riflettore attraverso la funzione di distribuzione della riflettanza bidirezionale, una funzione già usata in film e videogiochi, che permette di prevedere come si disperderà la luce. Da una serie di test con dei pannelli disposti ottimalmente si è ottenuto un incremento di efficienza del 45%, in altri casi del 18%. Lo studio afferma che si possa a arrivare ad un incremento stabile del 30%

Fonte articolo: http://www.energie-rinnovabili.net 

Elettricità dagli alberi e dalle piante, l’invenzione italiana

Generare elettricità dalle piante per accendere ad esempio lampadine a LED. L’invenzione tutta italiana vede tra i protagonisti Barbara Mazzolai, tra le 25 “donne geniali della robotica” nel 2015, e Fabian Meder, del Centro di Micro-Bio Robotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Pontedera (Pisa). Grazie alla rivoluzionaria tecnologia si potrebbero alimentare, spiegano i ricercatori, circa 100 lampadine LED semplicemente con una foglia.

L’invenzione italiana per ricavare elettricità da alberi e piante ha visto i Mazzolai e Meder dare vita a un arbusto ibrido, dotato in parte di foglie naturali e in parte di soluzioni metalliche utili a generare energia rinnovabile sfruttando la risposta del vegetale alle stimolazioni prodotte dal vento. Un progetto che ha posto le basi per una nuova ricerca che inizierà nel 2019.

I ricercatori italiani sono partiti dalla ricostruzione del processo di generazione di elettricità già presente in natura nelle piante. Quest’ultime reagiscono alle forze meccaniche che premono sulle foglie trasformando tale pressione in energia elettrica, come accade ad esempio in caso di vento, che viene raccolta in superficie e poi convogliata all’interno del tessuto vegetale attraverso un processo noto come “elettrificazione a contatto”. Da qui la carica verrà trasportata al resto della pianta.

La robot-pianta italiana sarà dotata di una sorta di presa elettrica applicata allo stelo, dal quale poter trasferire l’elettricità all’esterno. Un primo esemplare è stato ottenuto dall’Oleandro Nerium, nel quale la generazione di energia elettrica avviene tramite lo sfregamento delle foglie artificiali con quelle naturali. In caso di vento tale sistema non soltanto incrementerà la produzione energetica dell’arbusto, ma potrebbe in futuro significare la possibilità di soddisfare il fabbisogno energetico di intere popolazioni grazie a delle speciali foreste.

Fonte articolo: www.greenstyle.it

Pompa di calore: tutte le detrazioni


La pompa di calore è un “sistema” che sfrutta le caratteristiche di un ciclo termodinamico per trasferire il calore da una“sorgente” a temperatura inferiore a un utilizzatore a temperatura superiore, realizzando quindi una trasformazione in senso inverso a quanto avviene in natura, ove il flusso termico passa solo dalla temperatura superiore a quella inferiore. 

La pompa di calore sfrutta le energie rinnovabili (sole, aria, acqua) per raffrescare e produrre acqua calda negli edifici. La percentuale di risparmio che si può raggiungere è tra il 40% e il 60% rispetto ai classici combustibili fossili.

Quali sono le detrazioni?
Se volete installare una pompa di calore, le detrazioni possono essere di due tipi: 50% e 65%. La prima vale per le ristrutturazioni edilizie, mentre la seconda per le riqualificazioni energetiche. Infine, esiste il conto termico, un’altra soluzione di detrazione per chi installa pompe di calore.

Detrazione 65%
Questa detrazione si chiama anche Ecobonus e vale per ogni categoria catastale di edifici, basta che abbiano già un impianto di riscaldamento da modificare aggiungendo una pompa di calore ad alta efficienza.

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Ecco qualche specifica:

  • i soggetti ammessi sono contribuenti residenti e non in Italia, che possiedono un immobile su cui intervenire;
  • l’importo massimo detraibile è 30.000 €;
  • la detrazione si può attuare per 10 anni con l’IRPEF;
  • la domanda va presentata entro il 31 dicembre 2018, entro 90 giorni dalla fine dei lavori
  • Detrazione 50%
  • La detrazione del 50% si può chiedere se non si sostituisce tutto l’impianto, ma se acquistate una pompa di calore per creare un impianto ibrido. Esiste inoltre un vincolo per il tipo di edifici: possono essere solo residenziali o parti comuni di condomìni.


Altre specifiche:
  • i soggetti ammessi sono i contribuenti che versano l’IRPEF, residenti e non in Italia;
  • l’importo massimo detraibile è di 96.000 €;
  • il recupero della detrazione avviene in 10 anni tramite IRPEF;
  • la scadenza per la richiesta dell’incentivo è il 31 dicembre 2018, tramite la dichiarazione dei redditi.
  • Conto Termico
  • Il Conto Termico 2.0 vuole incentivare gli interventi di piccole dimensioni che migliorano l’efficienza energetica e permettono di produrre energia da fonti rinnovabili, tramite la pompa di calore.

Nei dettagli:
  • possono accedervi i soggetti privati e le amministrazioni pubbliche;
  • il  massimo detraibile non è definito;
  • l’incentivo è restituito tra i 2 e i 5 anni se superiore ai 5000 €; in caso contrario in una rata unica;
  • il termine per la richiesta è il 31 dicembre 2018
Fonte articolo: Green Energy Saving Company