Energia: 6 trend per il 2019


Fonte immagine:iStock Photo
Sistemi di accumulo, blockchain, intelligenza artificiale sono solo alcuni dei trend energetici del 2019, ecco qualche previsione per il nuovo anno.

La gestione dell’energia, la sua produzione, il suo stoccaggio, la sua distribuzione nel modo più efficiente e meno “sporco” possibile. Secondo molti, nonostante le turbolenze politiche – come il dietrofront dall’accordo di Parigi degli Stati Uniti alla fine del 2017 – il 2019 potrebbe essere un ottimo anno per le energie pulite. Sempre più Paesi, società, territori stanno sposando la produzione di energie rinnovabili e il contesto appare prom
ettente, pur rimanendo macchiato da situazioni paradossali: basti pensare che il 40% della produzione mondiale di energia è ancora trainato dal carbone e, nel nostro piccolo, in Italia copre circa il 13% del mix energetico mentre in Europa si sale al 26%. Da Torrevaldaliga Nord a Brindisi Sud fino a Brescia o Monfalcone, diversi produttori italiani ancora se ne servono.

Ma quali saranno le tendenze dell’anno?

La prima senza dubbio nello stoccaggio di energia, passaggio fondamentale nel bilanciamento della domanda e dell’offerta ma importante anche per gestire la riconversione verso l’energia rinnovabile. Ogni impianto sarà associato a un sistema di stoccaggio, con batterie sempre più efficienti, e perfino per le utenze domestiche o commerciali potrebbe diventare conveniente un accumulo locale. Per le rinnovabili, invece, sarà essenziale per gestire l’intermittenza della produzione, per esempio in pessime condizioni meteo.

Utilizzando il sole disperso dai pannelli si recupera il 30% di efficienza

Un team di ricercatori americani ( del Michigan Technological University della Queen’s University) in Canada, ha trovato un modo per aumentare la quantità di luce riflessa sui pannelli e aumentare fino al 30% in più la produzione di energia. Il ‘trucco’, che poi tanto trucco non è  spiegano gli scienziati in uno studio pubblicato sul Journal of Photovoltaics, è riuscire a recuperare la luce “dispersa” nello spazio tra i singoli pannelli. Gli impianti fotovoltaici, infatti vengono montati distanziati tra loro per evitare ombreggiature; in questo modo, però, quando il sole batte sull’impianto, una buona percentuale di energia potenziale viene persa, perché la luce finisce nell’area tra le fila di moduli fotovoltaici. La soluzione infatti consisterebbe nel mettere del materiale riflettente in questo spazio in modo tale da riflettere la luce solare dispersa. I riflettori ad oggi sono poco usati perchè gli sbalzi di temperatura e l’illuminazione non uniforme prodotta sui pannelli, annullano la garanzia. dei singoli moduli fotovoltaici.

Gli scienziati assicurano però di aver trovato un modo per prevedere gli effetti del riflettore attraverso la funzione di distribuzione della riflettanza bidirezionale, una funzione già usata in film e videogiochi, che permette di prevedere come si disperderà la luce. Da una serie di test con dei pannelli disposti ottimalmente si è ottenuto un incremento di efficienza del 45%, in altri casi del 18%. Lo studio afferma che si possa a arrivare ad un incremento stabile del 30%

Fonte articolo: http://www.energie-rinnovabili.net 

Elettricità dagli alberi e dalle piante, l’invenzione italiana

Generare elettricità dalle piante per accendere ad esempio lampadine a LED. L’invenzione tutta italiana vede tra i protagonisti Barbara Mazzolai, tra le 25 “donne geniali della robotica” nel 2015, e Fabian Meder, del Centro di Micro-Bio Robotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Pontedera (Pisa). Grazie alla rivoluzionaria tecnologia si potrebbero alimentare, spiegano i ricercatori, circa 100 lampadine LED semplicemente con una foglia.

L’invenzione italiana per ricavare elettricità da alberi e piante ha visto i Mazzolai e Meder dare vita a un arbusto ibrido, dotato in parte di foglie naturali e in parte di soluzioni metalliche utili a generare energia rinnovabile sfruttando la risposta del vegetale alle stimolazioni prodotte dal vento. Un progetto che ha posto le basi per una nuova ricerca che inizierà nel 2019.

I ricercatori italiani sono partiti dalla ricostruzione del processo di generazione di elettricità già presente in natura nelle piante. Quest’ultime reagiscono alle forze meccaniche che premono sulle foglie trasformando tale pressione in energia elettrica, come accade ad esempio in caso di vento, che viene raccolta in superficie e poi convogliata all’interno del tessuto vegetale attraverso un processo noto come “elettrificazione a contatto”. Da qui la carica verrà trasportata al resto della pianta.

La robot-pianta italiana sarà dotata di una sorta di presa elettrica applicata allo stelo, dal quale poter trasferire l’elettricità all’esterno. Un primo esemplare è stato ottenuto dall’Oleandro Nerium, nel quale la generazione di energia elettrica avviene tramite lo sfregamento delle foglie artificiali con quelle naturali. In caso di vento tale sistema non soltanto incrementerà la produzione energetica dell’arbusto, ma potrebbe in futuro significare la possibilità di soddisfare il fabbisogno energetico di intere popolazioni grazie a delle speciali foreste.

Fonte articolo: www.greenstyle.it

Pompa di calore: tutte le detrazioni


La pompa di calore è un “sistema” che sfrutta le caratteristiche di un ciclo termodinamico per trasferire il calore da una“sorgente” a temperatura inferiore a un utilizzatore a temperatura superiore, realizzando quindi una trasformazione in senso inverso a quanto avviene in natura, ove il flusso termico passa solo dalla temperatura superiore a quella inferiore. 

La pompa di calore sfrutta le energie rinnovabili (sole, aria, acqua) per raffrescare e produrre acqua calda negli edifici. La percentuale di risparmio che si può raggiungere è tra il 40% e il 60% rispetto ai classici combustibili fossili.

Quali sono le detrazioni?
Se volete installare una pompa di calore, le detrazioni possono essere di due tipi: 50% e 65%. La prima vale per le ristrutturazioni edilizie, mentre la seconda per le riqualificazioni energetiche. Infine, esiste il conto termico, un’altra soluzione di detrazione per chi installa pompe di calore.

Detrazione 65%
Questa detrazione si chiama anche Ecobonus e vale per ogni categoria catastale di edifici, basta che abbiano già un impianto di riscaldamento da modificare aggiungendo una pompa di calore ad alta efficienza.

Contattaci per Richiedere una Consulenza Gratuita

Ecco qualche specifica:

  • i soggetti ammessi sono contribuenti residenti e non in Italia, che possiedono un immobile su cui intervenire;
  • l’importo massimo detraibile è 30.000 €;
  • la detrazione si può attuare per 10 anni con l’IRPEF;
  • la domanda va presentata entro il 31 dicembre 2018, entro 90 giorni dalla fine dei lavori
  • Detrazione 50%
  • La detrazione del 50% si può chiedere se non si sostituisce tutto l’impianto, ma se acquistate una pompa di calore per creare un impianto ibrido. Esiste inoltre un vincolo per il tipo di edifici: possono essere solo residenziali o parti comuni di condomìni.


Altre specifiche:
  • i soggetti ammessi sono i contribuenti che versano l’IRPEF, residenti e non in Italia;
  • l’importo massimo detraibile è di 96.000 €;
  • il recupero della detrazione avviene in 10 anni tramite IRPEF;
  • la scadenza per la richiesta dell’incentivo è il 31 dicembre 2018, tramite la dichiarazione dei redditi.
  • Conto Termico
  • Il Conto Termico 2.0 vuole incentivare gli interventi di piccole dimensioni che migliorano l’efficienza energetica e permettono di produrre energia da fonti rinnovabili, tramite la pompa di calore.

Nei dettagli:
  • possono accedervi i soggetti privati e le amministrazioni pubbliche;
  • il  massimo detraibile non è definito;
  • l’incentivo è restituito tra i 2 e i 5 anni se superiore ai 5000 €; in caso contrario in una rata unica;
  • il termine per la richiesta è il 31 dicembre 2018
Fonte articolo: Green Energy Saving Company

Fermiamo gli aumenti delle bollette e lo spreco di energia



Fermiamo gli aumenti delle bollette e lo spreco di energia 
Dal 2016 le famiglie italiane pagheranno di più per l'energia elettrica, con un danno maggiore per chi usa fonti rinnovabili a vantaggio delle fonti fossili. 

Questa è la conseguenza chiara e inevitabile della riforma delle tariffe elettriche, approvata il 2 dicembre 2015 dall'Autorità per l'Energia, in vigore dal 1° gennaio 2016.   

Anziché pagare in proporzione ai consumi effettivi, come ora, si pagherà una quota fissa, a vantaggio di chi consuma di più e a svantaggio di chi risparmia energia e usa le fonti rinnovabili, in particolare il fotovoltaico. 

Si stima che le bollette per la maggioranza delle famiglie italiane saliranno del 10-30 per cento su base annua: oltre 1,5 miliardi di euro in più per gli utenti domestici, che andranno ai distributori e ai grossisti di energia elettrica. 

Per questo motivo chiediamo al Ministero dello Sviluppo Economico e all’Autorità per l’Energia, il Gas e per il Servizio Idrico (AEEGSI): 

• che si applichino nuove tariffe a chi dimostra di fare scelte virtuose dal punto di vista dei consumi energetici, salvaguardando le tasche delle famiglie italiane e dei piccoli e medi consumatori di energia elettrica; 

• che la riforma garantisca le condizioni di convenienza dell’uso delle rinnovabili, fotovoltaico in testa, nel rispetto delle direttive europee e dalla normativa nazionale vigente; 

Firma anche tu la petizione, fermiamo gli aumenti ingiusti, lo spreco energetico e questo nuovo incentivo all’utilizzo dei combustibili fossili!     

Firma qui: http://www.progressi.org/labollettagiusta

Campagna promossa da ITALIA Solare in collaborazione con Legambiente, Kyoto Club, Codici e Adusbef. 



Fermiamo gli aumenti delle bollette e lo spreco di energia

Dal 2016 le famiglie italiane pagheranno di più per l'energia elettrica, con un danno maggiore per chi usa fonti rinnovabili a vantaggio delle fonti fossili.
Questa è la conseguenza chiara e inevitabile della riforma delle tariffe elettriche, approvata il 2 dicembre 2015 dall'Autorità per l'Energia, in vigore dal 1° gennaio 2016.
Anziché pagare in proporzione ai consumi effettivi, come ora, si pagherà una quota fissa, a vantaggio di chi consuma di più e a svantaggio di chi risparmia energia e usa le fonti rinnovabili, in particolare il fotovoltaico.

Si stima che le bollette per la maggioranza delle famiglie italiane saliranno del 10-30 per cento su base annua: oltre 1,5 miliardi di euro in più per gli utenti domestici, che andranno ai distributori e ai grossisti di energia elettrica.

Per questo motivo chiediamo al Ministero dello Sviluppo Economico e all’Autorità per l’Energia, il Gas e per il Servizio Idrico (AEEGSI):

• che si applichino nuove tariffe a chi dimostra di fare scelte virtuose dal punto di vista dei consumi energetici, salvaguardando le tasche delle famiglie italiane e dei piccoli e medi consumatori di energia elettrica;

• che la riforma garantisca le condizioni di convenienza dell’uso delle rinnovabili, fotovoltaico in testa, nel rispetto delle direttive europee e dalla normativa nazionale vigente;

Firma anche tu la petizione, fermiamo gli aumenti ingiusti, lo spreco energetico e questo nuovo
incentivo all’utilizzo dei combustibili fossili! 

Campagna promossa da ITALIA Solare in collaborazione con Legambiente, Kyoto Club, Codici e Adusbef.

Giornata Mondiale per la Terra









L’Earth Day (Giornata della Terra) è la più grande manifestazione ambientale del  pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. La Giornata della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo.
Le Nazioni Unite celebrano l’Earth Day ogni anno, un mese e due giorni dopo l'equinozio di primavera, il 22 aprile.
Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Come movimento universitario, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l'inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l'esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell'uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.
L'idea della creazione di una “Giornata per la Terra” fu discussa per la prima volta nel 1962. In quegli anni le proteste contro la guerra del Vietnam erano in aumento, ed al senatore Nelson venne l'idea di organizzare un “teach-in” sulle questioni ambientali. Nelson riuscì a coinvolgere anche noti esponenti del mondo politico come Robert Kennedy, che nel 1963 attraversò ben 11 Stati del Paese tenendo una serie di conferenze dedicate ai temi ambientali.
L'Earth Day prese definitivamente forma nel 1969 a seguito del disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oi al largo di Santa Barbara, in California, a seguito del quale il senatore Nelson decise fosse giunto il momento di portare le questioni ambientali all'attenzione dell'opinione pubblica e del mondo politico. “Tutte le persone, a prescindere dall'etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”.
Il 22 aprile 1970, ispirandosi a questo principio, 20 milioni di cittadini americani si mobilitarono per una manifestazione a difesa della Terra. I gruppi che singolarmente avevano combattuto contro l'inquinamento da combustibili fossili, contro l'inquinamento delle fabbriche e delle centrali elettriche, i rifiuti tossici, i pesticidi, la progressiva desertificazione e l'estinzione della fauna selvatica, improvvisamente compresero di condividere valori comuni. Migliaia di college e università organizzarono proteste contro il degrado ambientale: da allora il 22 aprile prese il nome di Earth Day, la Giornata della Terra.
La copertura mediatica della prima Giornata Mondiale della Terra venne realizzata da Walter Cronkite della CBS News con un servizio intitolato "Giornata della Terra: una questione di sopravvivenza”. Fra i protagonisti della manifestazione anche alcuni grandi nomi dello spettacolo statunitense tra cui Pete Seeger, Paul Newman e Ali McGraw.
La Giornata della Terra diede una spinta determinante alle iniziative ambientali in tutto il mondo e contribuì a spianare la strada al Vertice delle Nazioni Unite del 1992 a Rio de Janeiro.
Nel corso degli anni l'organizzazione dell'Earth Day si dota di strumenti di comunicazione più potenti arrivando a celebrare il proprio ventesimo anno di fondazione con una storica scalata sul monte Everest in cui un team formato da alpinisti statunitensi, sovietici e cinesi, realizzò un collegamento mondiale via satellite. Al termine della spedizione tutta la squadra trasportò a valle oltre 2 tonnellate di rifiuti lasciati sul monte Everest da precedenti missioni.
Nel 2000, grazie alla diffusione di internet, lo spirito fondante dell'Earth Day ed in generale la celebrazione dell'evento vennero promosse a livello globale. L'evento che ne conseguì riuscì a coinvolgere oltre 5.000 gruppi ambientalisti al di fuori degli Stati Uniti, raggiungendo centinaia di milioni di persone, e molti noti personaggi dello spettacolo come l'attore Leonardo di Caprio.
Nel corso degli anni la partecipazione internazionale all'Earth Day è cresciuta superando oltre il miliardo di persone in tutto il mondo: è l'affermazione della “Green Generation”, che guarda ad un futuro libero dall'energia da combustibili fossili, in favore di fonti rinnovabili, alla responsabilizzazione individuale verso un consumo sostenibile, allo sviluppo di una green economy e a un sistema educativo ispirato alle tematiche ambientali.

Spalma incentivi: 52 milioni di euro in meno da tagli alle rinnovabili

Lo Spalma incentivi è stata una delle misure più criticate del pacchetto normativo per ridurre le bollette energetiche approvato con il Dl Competitività nell’agosto del 2014. A distanza di oltre un anno dall’entrata in vigore del provvedimento, fortemente osteggiato dai produttori di energie rinnovabili, il Movimento 5 Stelle ha chiesto al Ministero dello Sviluppo Economico se lo Spalma incentivi ha prodotto i risultati sperati permettendo a imprese e famiglie di tagliare i costi della bolletta energetica.
All’interrogazione, effettuata dal deputato pentastellato Davide Crippa, ha risposto Paola De Micheli, sottosegretaria all’Economia. La De Micheli ha confermato che le stime effettuate dal Governo sul risparmio conseguito con il taglia-bollette si sono rivelate esatte a eccezione di due casi: la rimodulazione degli incentivi agli impianti fotovoltaici di grossa taglia e la rimodulazione degli incentivi alle FER non fotovoltaiche.
Nel primo caso il risparmio atteso, stimato in 420 milioni di euro all’anno, è stato di 395 milioni di euro. Nel secondo caso le stime sono state disattese per un totale di 27 milioni di euro. Complessivamente lo Spalma incentivi ha dunque generato un risparmio di 52 milioni di euro annui in meno rispetto al previsto.
L’On. Crippa non è apparso soddisfatto della risposta ricevuta all’interrogazione sui risparmi conseguiti con lo Spalma incentivi. Il deputato del Movimento 5 Stelle ha criticato la sottosegretaria sostenendo che ha eluso una parte fondamentale della domanda: quella relativa ai risparmi promessi alle famiglie italiane. Come fa notare Crippa:
Nel comunicato erano citati consistenti risparmi anche per le componenti familiari. Su questa parte la sua risposta è stata assolutamente evasiva, nel senso che benefici significativi per le famiglie promessi nel comunicato non ce ne sono.
Crippa fa notare che le famiglie hanno anzi pagato l’energia il 2,7% in più nel primo semestre del 2015, un aumento dei costi che cozza con le rosee previsioni del MiSE.
Il deputato pentastellato evidenzia inoltre che anche per quanto riguarda il mondo dell’industria il risparmio ottenuto è stato del 3-4% inferiore rispetto ai cali dei prezzi dell’energia all’ingrosso:
Quindi, caro Governo, se foste stati fermi in qualche modo il prezzo dell’energia sarebbe calato percentualmente almeno della componente energia.
di Marco Mancini

Fonte:
Qualenergia

Ombrina Mare: via libera dal Governo, insorgono le associazioni

Ombrina Mare: via libera dal Governo, insorgono le associazioni


Mancano meno di 3 settimane all’inizio della Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e il Ministero dello Sviluppo Economico italiano, riunito in Conferenza dei servizi lunedì, non ha concluso l’istruttoria relativa al progetto “Ombrina Mare“, la realizzazione di una piattaforma petrolifera collegata ad una nave-raffineria (Ombrina Mare 2) che opererà poco più al largo di fronte alla costa teatina, in Abruzzo. Così facendo il Ministero ne ha di fatto dato il via libera.

Solare termodinamico: nuovo sistema stoccaggio due volte più efficiente

Un’équipe di ricercatori dell’Oregon State University ha ideato un innovativo sistema di stoccaggio dell’elettricità prodotta dalle centrali solari termodinamiche. La ricerca è stata finanziata nell’ambito della SunShot Initiative, un piano approvato dal dipartimento dell’energia americano per scovare nuove tecnologie rinnovabili più efficienti e competitive.
I ricercatori hanno messo a punto un nuovo metodo di immagazzinamento termochimico per l’accumulo dell’energia solare in eccesso che rende disponibile l’elettricità pulita in ogni momento del giorno sostenendo i picchi della domanda.
ACCENDI LA ZUCCA CON IL RISPARMIO ENERGETICO 



Se a Enel piace solo il “suo” fotovoltaico
News dal 19 al 23 ottobre 2015
Di fronte all’enfasi con cui sabato scorso Enel ha celebrato l’inaugurazione del più grande polo fotovoltaico del Cile (due impianti per un totale di 78 MW) e di fronte all’apprezzamento dello stesso capo del governo Matteo Renzi che era presente e si è speso in lodi verso le energie rinnovabili, non si può che condividere il tweet lanciato ieri da Francesco Ferrante (vicepresidente del Kyoto Club ed ex senatore): “Fatemi capire: se le #rinnovabili si fanno in Cile sono dimostrazione di Italia vincente e qui invece trivelle?”. Ha ragione. Le rinnovabili, in particolare il fotovoltaico, hanno trovato in Enel un formidabile oppositore sul suolo italiano e un fervente sostenitore all’estero, in particolare in Sudamerica. Il motivo è molto semplice: all’estero il fotovoltaico è fonte di profitti, in Italia invece è esattamente il contrario dato che ogni impianto solare installato sul tetto di una casa o sul capannone di un’azienda riduce la necessità di
Per il gigante dell’elettronica Apple la Cina rappresenta un importante punto di riferimento. Non solo perché in questo Paese vengono assemblati i suoi prodotti, ma anche perché esso sta aprendo più che mai il suo mercato ai suoi articoli. L’approccio dell’azienda non è solo quello di prendere spazio in Cina, per conquistarne il mercato, ma anche quello di aiutarla nella strada verso uno sviluppo sostenibile.

impianti onshore EOLICO

L’eolico onshore è una fonte di energia sempre più competitiva e attraente per gli investitori britannici. Lo dimostrano i dati pubblicati dagli analisti del Bloomberg New Energy Finance.
Il rapporto del BNEF rivela che l’eolico onshore è la fonte di elettricità più economica in Gran Bretagna. Secondo gli esperti le compagnie energetiche britanniche interessate a produrre energia elettrica a basso costo dovrebbero finanziare la costruzione di nuovi parchi eolici onshore.

Sistemi di accumulo: Mercedes-Benz nel mercato da settembre

A breve saranno disponibili accumulatori di energia firmati Mercedes-Benz. Le superbatterie, come le Powerwall della Tesla, saranno destinate agli edifici privati che hanno installato un impianto fotovoltaico e vogliono stoccare l’energia in eccesso prodotta nei momenti di massimo picco produttivo e basso consumo.

Rinnovabili: energia dal biogas prodotto da scarti acque reflue

Produrre energia anche dalla depurazione delle acque, perché quasi ogni processo ha degli scarti che possono diventare risorsa. È quello che accadrà a Torino, dove verrà installato il primo impianto di taglia industriale in Europa capace di produrre energia a partire dal biogas prodotto dalla depurazione delle acque. Verrà realizzato nell’ambito del progetto europeo “Demosofc”, coordinato da Massimo Santarelli del dipartimento Energia del Politecnico di Torino.
La tecnologia è quella delle celle a combustibile ad ossidi solidi (SOFC), più efficienti dei motori nella conversione del biogas in elettricità (arrivano fino al 60%). Funzionano a circa 800°C e di solito fanno uso, come combustibile, di idrogeno, metano ma anche di biomasse. In questo caso verrà utilizzato il biogas prodotto dalla digestione anaerobica dei fanghi di depurazione delle acque reflue urbane dell’impianto di trattamento di “Smat” Collegno (Torino).
Il progetto coinvolge oltre al Politecnico di Torino e al Gruppo Smat per l’Italia, anche l’azienda finlandese Convion Oy, produttrice di sistemi SOFC, il centro di ricerca finlandese Vtt e l’Imperial College of Science, Technology and Medicine di Londra. Il budget totale è di circa 5,9 milioni di euro, dei quali 4,2 milioni di euro arriveranno dall’Unione Europea come fondi nell’ambito del programma Horizon 2020, piattaforma FCH-J (Fuel Cell and Hydrogen Joint Undertaking).
L’impianto lavorerà in cogenerazione producendo 175 kW elettrici e 90 kW termici, con un’efficienza elettrica del 53%. Riuscirà così a garantire il 30% del fabbisogno elettrico del sito, che al momento dipende dalla rete, e il 100% del fabbisogno termico.
Il Politecnico di Torino aveva già realizzato a suo tempo un impianto pilota, “SOFCOM” che funzionava secondo lo stesso principio: dal biogas derivante dalla depurazione si ottiene energia e come fumi di scarico, solo vapore acqueo e anidride carbonica. Quest’ultima però viene recuperata e ritorna ad essere combustibile grazie ad un processo fotosintetico che avviene in un fotobioreattore.
Qui avviene la fissazione del carbonio della CO2 in biomassa algale, grazie alla luce e ai nitrati e fosfati contenuti nell’acqua filtrata dell’impianto depuratore di Smat. Le alghe a loro volta, abbattono il quantitativo di nutrienti contenuto nell’acqua determinandone la completa purificazione.

Fotovoltaico: come migliorare la produttività di un impianto

Incrementare le prestazioni del proprio impianto fotovoltaico è fondamentale. Un miglioramento della produttività infatti comporta una maggiore produzione di energia elettrica nell’anno e di conseguenza più soldi guadagnati con il Conto Energia (per chi ancora ne beneficia) o risparmio in bolletta. I comportamenti da mettere in atto sono pochi e semplici e li illustreremo oggi in questa guida.


tariffe rete

La riforma delle tariffe elettriche così come è stata formulata rischia di danneggiare il mercato italiano delle rinnovabili e di ostacolare il raggiungimento degli obiettivi per l’efficienza energetica del Paese. A sostenerlo sono Ermete Realacci e Giuseppe Francesco Maria Marinello, presidenti delle commissioni ambiente di Camera e Senato.
In una lettera inviata al presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico Bortoni, Realacci e Marinello spiegano che la riforma delle tariffe di rete porterà a un aumento delle emissioni di gas serra e a un incremento dei costi in bolletta per i clienti domestici.

Batteria agli ioni di litio

Le batterie agli ioni di sodio potrebbero presto diventare più efficienti e sostenibili grazie a un nuovo materiale per la costruzione del catodo, sicuro ed economico. A sviluppare l’innovativo materiale è stato un team di ricercatori dell’Università del Texas di Austin.
L’équipe di scienziati che si è occupata di mettere a punto la nuova batteria agli ioni di sodio, afferente alla Cockrell School of Engineering dell’ateneo americano, è stata coordinata dal professor John Goodenough, inventore della batteria agli ioni di litio.

Celle solari più resistenti

Nuovo passo in avanti nella ricerca per il miglioramento dell’efficienza delle celle solari. Un team di ingegneri della Stanford School of Engineering ha appena ideato un rivestimento trasparente da applicare sopra alle celle in grado di raffreddarle e di aumentarne così la conversione di fotoni in elettricità.