GSE: su rinnovabili regole diverse nelle varie Regioni

Regole per le rinnovabili che cambiano da Regione a Regione. A denunciarlo il GSE, Gestore per i Servizi Energetici, che lamenta differenti procedure di autorizzazione per gli impianti e scarsa efficienza nell'applicazione delle normative ottimali.

Questa la sostanza di quanto contenuto nel rapporto del GSE sullo stato delle regolamentazioni nelle varie aree italiane per quanto riguarda le energie rinnovabili, redatto su indicazione del Ministero per lo Sviluppo Economico e presentato oggi durante un incontro. Secondo il direttore studi del GSE Costantino Lato:
Questo incontro non serve solo a rappresentare la situazione attuale ma anche a sentire gli attori, del mercato e istituzionali, per raccogliere le idee per migliorare e razionalizzare il sistema delle autorizzazioni, diffondendo le migliori pratiche.

Fotovoltaico: sarà competitivo dal 2025 grazie allo shale gas

Lo shale gas non rappresenta una minaccia per il futuro delle rinnovabili. Anzi, grazie allo sviluppo del gas di scisto, il fotovoltaico potrebbe veder migliorare la sua diffusione, raggiungendo addirittura la grid parity col gas naturale intorno al 2025. A sostenerlo è l’ultimo rapporto di Lux Research, intitolato “Cheap Natural Gas: Fracturing Dreams of a Solar Future”.

Secondo lo studio, il fotovoltaico potrebbe appunto beneficiare della maggiore disponibilità di gas a buon mercato. L’idea, infatti, è che possa svilupparsi una tecnologia ibrida gas/solare, che permetta una più semplice diffusione dell’energia fotovoltaica senza bisogno di costosi interventi infrastrutturali. La previsione di Lux research si basa su uno studio condotto su 10 regioni del mondo. In base all'analisi, i ricercatori hanno concluso inoltre che l’energia solare potrebbe colmare il divario di prezzo con il gas a ciclo combinato già entro il 2025.

Fotovoltaico: boom negli USA ad ottobre

Il futuro energetico degli USA passa soltanto per il tanto discusso shale gas? No, non per forza. Di fatto grossi investimenti si stanno mettendo in atto anche nel campo delle rinnovabili, con il fotovoltaico in grande spolvero.
Lo testimoniano i dati di ottobre. L'energivora economia americana pretende un costante aumento di capacità produttiva e per il suddetto mese sono stati allacciati alla rete degli impianti producenti qualcosa come 699 MW. Di questi, 694, ovvero il 99% (più o meno), provengono dal fotovoltaico e dall'eolico.
Queste cifre testimoniano una tendenza precisa, che va comunque bilanciata notando come si tratti di dati riferiti ad un lasso di tempo decisamente ridotto. Se osserviamo le quote produttive di ogni singola fonte energetica, possiamo ricavare il dato che le rinnovabili, nel loro complesso, siano ormai al secondo posto. Se, infatti, eolico, biomasse e fotovoltaico insieme coprono il 7,4% delle produzioni, l’idroelettrico (che comunque può considerarsi una rinnovabile, pur avendo un certo impatto ambientale) ne copre da solo l’8,2%. Il nucleare, per canto suo, è fermo al 9,2%.